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Cosa c’è di più sfuggente e indefinibile, eppure riconosciuto e avvertito, del concetto di sensualità?

Il progetto fotografico di Anna Sowinska mette l’osservatore di fronte a questo mistero di bellezza e dannazione, mistero ambiguo fra sublimazione e fisicità, e lo fa attraverso una sistemazione visiva che precisa la percezione e al tempo stesso lascia vivere il nebuloso incanto di ciò che, non esplicito ed elusivo, deve essere indagato, scrutato, indovinato.

Touch me è un lavoro modulare, immagine composita di un’idea. Perché sensualità è rivelazione graduale e seducente, e dote innata, espressione corporea di una personalità. Prima ancora di ritrarla e rappresentarla, Anna Sowinska la riconosce; gli scatti nascono dall’incontro fra lo spunto progettuale della fotografa con il carattere e la fisicità della modella, incontro che segna e definisce suggestioni peculiari, proprie armonie nel restituire e imprimere una sensazione conturbante. Tanto che la Sowinska dà a ciascuna delle serie che compongono l’insieme del progetto il nome della modella ritratta, per sottolineare la scelta di rendere la singola individualità come interprete della propria essenza e la sua opera di fotografa e di artista quale invenzione di una visione e di una luce.

Con lo sguardo e con la luce Anna Sowinska conduce l’organizzazione delle forme, non si limita a riprodurre il visibile, ma nella realtà dei corpi, dei gesti, dei particolari somatici cerca quelle pieghe repentine e fugaci fra le quali si rivela la lusinga affascinante per i sensi. Le fotografie restituiscono un’idea di sensualità legata intrinsecamente alla femminilità, quella del corpo soggetto della rappresentazione, e quella dello sguardo stesso della fotografa, che da donna conosce il fascino della pelle e la magnetica eleganza dell’intimità. E su questi due termini s’incentra il lavoro e l’ispirazione dell’artista. Da una parte, la pelle e la ripresa isolata e ravvicinata, lenticolare, producono una sensazione quasi tattile e carnale, un invito implicito morbidamente percettibile di accarezzamento, che si rievoca anche nel titolo generale, in quel "toccami"

che è insieme incoraggiamento e concessione, offerta e desiderio, dominio e cedimento. E dall’altra, la raffinatezza e la grazia di ogni singola immagine, che muove sinuose impressioni come a seguire l’adagiarsi delle forme nello spazio fino a perdersi concentrandosi nell’enigma di un dettaglio. In una sequenza progressiva sulla scala dei particolari, il corpo, le pose, le espressioni disegnano linee ed essenziali giochi d’ombra, per fingersi pura astrazione, punto quasi non più individuabile nelle geometrie delle membra, dei muscoli, della carnagione, e che proprio dalla sua indeterminatezza sprigiona la forza intrigante e seduttiva di un promesso abbandono.

La luce danza con tenue splendore. Anna Sowinska veste la sua visione di una luminosità fluente, interrotta a tratti da brevi profondità insondabili, da una malizia sottile e ammiccante che vibra per uno scarto di colore o di buio, per l’incresparsi di un brivido sul velluto della pelle. E solo questo è sensualità, una limpida naturalezza e spontaneità in cui il gusto estetico, la chiara e nuda bellezza di un momento fissato negli occhi di chi guarda, sospinge la fantasia alla passione e al desiderio. Fotografare allora è immergersi in questa materia di realtà e immaginazione, e al tempo stesso è interpretarne gli aspetti e le parvenze con l’intensità della propria energia vitale, è lasciarsi guidare da un istinto che veloce rapisce, ma che poi con cura, attenzione, intenzione individua e seleziona l’avverarsi indicibile di un’emozione. Infine, la costruzione di un progetto, di questo Touch me così allusivo e definitivo, si compone come una sorta di rituale, anch’esso fascinoso e coinvolgente, dove l’impressione visiva diventa strutturazione creativa e quindi narrazione, anzi, affabulazione. L’artista, la fotografa, la donna conduce così il suo intreccio, con lo stile e l’eleganza di una nitida passione, eppur peccaminosa e ardente di realtà segrete, intrappola alla focale del suo obiettivo una successione dilatata e suadente di attimi prodigiosi. Ne inventa l’accadere.

 

                                                                                      Francesco Giulio Farachi

What can be more elusive and undefined, and yet so acknowledged and felt, than the concept of sensuality?

The photographic project of Anna Sowinska puts the observer in front of this mistery of beauty and damnation, an ambiguous mistery between sublimation and physicality, by using a visual disposition which specifies the perception and at the same time lets the observer live the nebulous charm of something, non explicit ad elusive, that has to be researched, delved, guessed.

Touch me is a modular work, a composite image of an idea. Because sensuality is a gradual and seductive revelation, an innate endowment, a bodily expression of a personality. Before describing and illustrating it, Anna Sowinska recognises it; the photos arise from the meeting of the photographer’s planning cue and the caracter and physicality of the model, a meeting that marks and defines evocative experiences, and also defines its own armonies by returning and impressing a perturbing sensation. This is why Anna Sowinska names each one of the series that composes the project after the model portrayed in it, in order to underline the choice of making each and every individuality interpreter of her own essence, and of her work as a photographer and as an artist, becoming almost an invention of a vision and of a new light.

Using the gaze and the light, Anna Sowinska guides the organisation of the forms, not only by reproducing what’s visible, but by searching in the reality of the bodies and of the gestures for those sudden and fleeting creases in which the charming flattery of the senses reveals its self. The photographs give an idea of sensuality intrinsically connected with the femininity, the idea of the body subject of the portrayal and the idea of the photographer’s own gaze, who, as a woman, knows the charm of the skin and the magnetic elegance of the intimacy. The work and inspiration of the artist is focused on these two elements. On one hand , the skin and the isolated and close, lenticular portrayal produce an almost tactil and carnal feeling, an implicit and softly

perceptible invite to caress, also evocated in the main title, that “Touch me” which is both encouragement and concession, offer and desire, domination and subsistence. On the other hand, the elegance and the grace of every single picture creates sinuous impressions that trace the settling of the shapes till it gets lost in the enigma of a detail. In a progressive sequence of details, the body, the poses, the expressions draw lines and effects of shadow and light becoming pure abstraction, an almost invisible spot in the geometry of the limbs, of the muscles, of the complexion. And from this vagueness flows the fascinating and seductive force of a promised abandonment.

The light dances with delicate splendor. Anna Sowinska gives her vision a flowing brightness, sometimes interrupted by short and unphantomable depths, by a subtile and winking malice that vibrates due to a scrap of colour or of dark, to the rippling of a shiver on the velvety skin. And this is sensuality, clear naturalness and spontaneity in which the aesthetic taste, the clear and naked beauty of a moment secured in the eyes of the observer , turns the immagination into passion and desire. Photographing becomes then the immersion in this substance made of reality and imagination and at the same time the interpretation of the aspects and of the appearances through the intesity of one’s own vital energy. Photographing is following the lead of an instinct that exposes the observer and then, with care and attention, drives him to a indescribable emotion.

The making of a project, of this “Touch me” together so allusive and definite, it’s composed by a sort of ritual, charming and captivating, in which the visual impression becomes creative structuring and then story telling. The artist, the photographer, the woman develops her plot with the grace and the elegance of a sharp passion, even if sinful and burning with a secret reality. She captures a delated and alluring succession of prodigeous moments, she invents their happening.

                                                                                      Francesco Giulio Farachi

www.annasowinska.com artsowinska@gmail.com www.touch-me.biz
Anna Sowinska è una fotografa italo- polacca che vive a Roma. Ha scoperto la passione per la fotografia durante i suoi lunghi soggiorni in Asia, dove ha avuto la possibilità di viaggiare e di esplorare molti paesi, particolarmente Cina, India e Corea del Sud. Ha iniziato come autodidatta guidata dalla curiosità e dalla passione, ha poi deciso di espandere i propri orizzonti frequentando diversi corsi di fotografia. In seguito, partecipando ad alcuni workshop, si è specializzata in reportage di viaggio, ritratto ed altre tecniche fotografiche. La sua fotografia nasce come uno strumento per fissare i ricordi, si è poi evoluta a forma di esplorazione e ricerca iconografica che le ha permesso di espandere la sua conoscenza in altri Paesi, popoli e differenti culture. Attualmente, sta elaborando uno stile di fotografia contemporanea tendente all’astratto, con il quale vuole trasmettere, a chi guardale sue opere, la sua visione ed emozione. Utilizza la fotografia non come semplice forma di linguaggio o comunicazione, ma come uno strumento, che nelle mani dell’artista si fonde con il supporto e la tecnica diventando una pura forma materica. Ha partecipato a mostre collettive in Italia e all’estero. Alcuni suoi lavori sono stati pubblicati in diverse riviste. Anna Sowinska is a Polish-Italian photographer based in Rome. She discovered her passion for photography during her long stay in Asia, where she had a chance to travel across many different countries particularly in China, India and South Korea. Starting as a self-taught photographer led forward by curiosity and passion, she chose to expand her horizons by attending various photography schools, specializing in travel and portraiture, and other photography techniques through various workshops. Her photography began a tool to fix the memories , then evolved in the form of exploration and iconographic research that has allowed her to expand knowledge about foreign lands, their people and the myriad of different cultures. She is currently developing a style of contemporary photography tending to the abstract, that transmits to all viewers her vision and its emotions. Her photography is not a simple form of language or communication but a tool , which in the artist’s hands merges with print media and technique becoming a pure material form. She has participated in group exhibitions in Italy and abroad . Some of her works were published in several magazines.